Esisto! La storia del ragazzo invisibile

Vogliamo raccontare la storia del ragazzo invisibile; perchè tutti, prima o poi, almeno una volta, abbiamo desiderato essere o abbiamo avuto paura di essere invisibili. Oggi più di ieri i ragazzi sono alla ricerca della propria identità, della propria definizione. Abituati in certi casi a contesti dove gli adulti si rifiutano di crescere, vittime di una sindrome da Peter Pan che li induce a rimandare il più possibile le responsabilità e gli impegni della vita adulta; molto spesso invece ci troviamo di fronte ad un mondo in cui è la realtà stessa, e spesso con grande ferocia, a imporre ai giovani di diventare grandi anzitempo.

La vita è molto complessa per un ragazzino, tra rabbia e spaesamento; voglia di vita ma anche paura, tenerezza, insicurezze e il fatto di voler trovare il proprio ruolo all’interno di una società in cui, soprattutto nell’età particolare dell’adolescenza, ti senti a volte invisibile.

Chi non si è mai sentito invisibile? Chi, però, per qualche motivo, non ha mai desiderato esserlo? Chi non ha mai desiderato avere questo superpotere?

L’invisibilità è un superpotere psicologico: non voli, non hai la super forza, con l’invisibilità puoi solo scomparire, è un superpotere dell’anima. Tu sei presente ma gli altri non ti vedono.

Da ragazzi ci si sente a volte, tante volte, invisibili. Si ha paura di non essere visti, di non essere notati, considerati. Succede nel mondo del lavoro di non sentirsi appagati o riconosciuti di quello che si è fatto. Di non valere abbastanza.

Ma sono le stesse dinamiche che accadono in ambito familiare dove capita di non vedere i propri figli o, al contrario, che siano loro a non farsi vedere da noi. Già, proprio i bambini, quei bambini che sentendosi invisibili gridano o fanno ciò che sanno non va fatto solo per “uscire allo scoperto”, per farsi guardare o notare da un papà o da una mamma troppo presi dalla quotidianità.

Essere invisibili ci permette di non essere giudicati, di poter vivere in piena libertà la nostra vita, ma una vita che diventa così enormemente fragile proprio per via dell’invisibilità. E allora per uscire da questo mondo “così fragile e innocente” vogliamo dimostrare alla gente che esistiamo e che valiamo più di quanto loro pensano o più di quanto ci riconoscono. Come? Abbiamo voluto sintetizzare questa sfida in tre parti: una “ricerca infinita” attraverso la “paura che frena” e che ci porta inevitabilmente davanti una “strada in salita”.

Questo racconta le nostre esperienze,  il nostro vissuto, la nostra vita, la vita di un ragazzo che è alla perenne ricerca di quella figura che il mondo vuole, di quella persona o di quel prototipo di cui oggi la società ha bisogno. Ma è proprio necessario vivere la nostra vita in funzione degli altri?